Giorno 1 - Giovedí 25 luglio 2002
Km 69,4 - 2070 m. salita - 1434 m. discesa
Bolzano - Lana - Malga Naturno - Naturno - Jägerrast - Maso Gelato
Alla partenza da Bolzano alle ore 7.30 siamo in 13 (subito qualcuno si tocca!) a causa di alcune più o meno giustificabili defezioni dell'ultima ora: 5 gli "esordienti" nell'edizione che si prospetta come la più dura della storia del TORTOUR !!!
"Cassandra" Bellini, un guru della meteorologia, prevede fronti temporaleschi per il pomeriggio ... decidiamo quindi di darci una mossa per arrivare a Maso Gelato il prima possibile: il tempo non é bello ma sembra tenere.
In un'oretta attraversiamo le campagne che ci separano dalla stazione a valle della funivia di San Vigilio a Lana di Sopra: l'umore del gruppo é alto, tiene banco una discussione incentrata sul peso degli zaini.
6,50 € e 10 minuti bastano per volare da 300 m. a 1400 m., dove "Polpaccino" si ricompatta con il gruppone: contrario all'ausilio meccanico ha inforcato la bici alle 6.00 per raggiungere su due ruote Monte San Vigilio ....
Dopo neppure un Km di salita iniziano a piombarci addosso in senso contrario i biker che partecipano al Adidas Bike Transalp Challenge 2002: fortunatamente dobbiamo condividere lo stesso sterrato solo per alcuni km, poi siamo nuovamente padroni della salita, in parte sterrata in parte sentiero, verso Malga Naturno (m. 1922), dove arriviamo alle ore 10.30.
Il protagonista del ristoro é uno strudel "di pregevole fattura", che nelle nostre intenzioni ci fornirà le energie necessarie per la seconda impegnativa parte della giornata; la larga strada bianca sterrata che scende a Naturno (m. 554) è l'ideale per digerire, a parte le quasi inevitabili forature.
La temperatura in fondovalle é decisamente più alta ed il sole rende ancora più impegnativa la salita asfaltata lungo la Val Senales: punte di 37°, poco traffico vista l'ora e gruppo che si sgrana a seconda delle condizioni atletiche, gli esordienti la fanno comunque da padrone.
Al bivio nei pressi di Certosa imbocchiamo a destra la Val di Fosse, sempre su asfalto ma con pendenze decisamente più impegnative, tanto che l'arrivo a Jägerrast (m. 1676) é molto agognato da tutti: stiamo entrando all'interno nel Parco Naturale di Tessa, dove era di casa Ötzi, l'uomo del Similaun.
Il secondo strudel della giornata ci riconcilia con il mondo e siamo pronti ad affrontare, chi prima chi dopo, l'ultima fatica della giornata risalendo la sterrata lungo il torrente, ammirando camosci e marmotte a poche decine di metri di distanza: prima delle 17.00 siamo finalmente a Maso Gelato/Eishof (m. 2069).
L'ambiente é unico, con Cima Bianca e Cima Fiammante a troneggiare sullo sfondo della valle che domani dovremo risalire completamente fino a Passo Gelato; mentre ammiriamo il panorama arriva anche una coppia di sposini che si é regalata il Transalp per luna di miele ...
La cena non tradisce l'appetito e ci regala in chiusura il terzo strudel della giornata: con un Hausrunde e qualche giro a briscola chiamata concludiamo la prima tappa e ci abbandoniamo a sonni più o meno profondi e tranquilli, turbati in parte dalle previsioni meteo della "Frau" che vaneggia di nevicate nella prima mattinata.
Giorno 2 - Venerdí 26 luglio 2002
Km 45 - 2225 m. salita - 1968 m. discesa
Maso Gelato - Passo gelato - Lazinseralm - Plan - Moso in Passiria - Obere Gostalm - Rifugio Monte Neve
Il risveglio è allietato dal tempo decisamente più bello di quanto temuto e da un'abbondante colazione: alle 8.20 siamo già in sella lungo il sentiero che risale la Val di Fosse: inizialmente pedalabile dopo i 2400 m. di altitudine inizia a inerpicarsi e diventa troppo tecnico perché pedalare sia conveniente.
Iniziamo a spingere le bici, mentre saliamo sempre piú in alto in un'atmosfera unica, tutta per noi (incontriamo solo 2 escursionisti a piedi!), ammirando lo spettacolo della natura che ci circonda. "Cassandra Anapurna" Bellini tenta una danza delle neve ma tutto quello che ottiene é un calo di temperatura ed un abbozzo di pioggerellina quasi gelata.
Verso le 11.00 intravediamo la vetta: per arrivare a Passo Gelato dobbiamo ancora attraversare un nevaio, compiere un ultimo passaggio con la bici in spalla e finalmente conquistiamo i m. 2908 del punto piú alto di questo TorTour: ai piedi dell'Altissima si domina tutta la Val di Fosse e la Val di Plan e non ci sembra vero di essere arrivati cosí in alto !
Scendiamo al Rifugio Petrarca fermandoci ad ammirare il laghetto creatosi dallo scioglimento della neve proprio sotto il passo: una cioccolata calda ci riempie di energia per affrontare i 1000 m. di dislivello in discesa fino a Lazinseralm: il single track é bellissimo ma impegnativo perché molto ripido e tecnico, con continue canalette in pietra per lo scolo della pioggia alte fino a 20 cm (causano numerose forature) ed un paio di tratti innevati.
A tratti siamo costretti a scendere spingendo la bici, mentre incrociamo altri bikers che ripercorrono il nostro itinerario in senso contrario: non gli invidiamo di certo !!!!
A Lazinseralm, verso le 13.00, necessaria pausa pranzo e Mauro comunica al gruppo il suo ritiro per motivi familiari (?): in un colpo solo perdiamo quindi i Bellini-Brothers (Michele aveva comunque limitato ai primi due giorni la sua partecipazione) e scattano i festeggiamenti per i benefici influssi che le condizioni meteo potrebbero trarre da questo evento!
La sterrata diventa asfalto a Plan e da qui scendiamo fino a Moso, dove il gruppo degli 11 superstiti si divide per un tratto tra "stradisti" e "sterratisti": i primi salgono lungo la strada asfaltata del Passo del Rombo, gli altri lungo lo sterrato in riva al Passirio.
A ranghi ricompattati ci apprestiamo infine ad affrontare l'ultima lunga fatica della giornata: dalla strasa asfaltata a m. 1670 parte la ripida sterrata che dapprima conduce a Gostalm (m. 1946) poi diventa sentiero ed entra nel territorio "surreale" e selvaggio delle ex Miniere di Monteneve, le piú alte miniere d'Europa, dove per 800 anni (fino al 1979!) si estraevano argento, piombo e rame.
Negli ultimi km il "brillantante" é finito da un pezzo ed all'arrivo al Rifugio Monte Neve a m. 2355 il gruppo é sfilacciatissimo: quando arriva l'ultimo alle ore 19.00 (non si fanno nomi...) i primi hanno già fatto la doccia, ma l'importante é aver superato tutti la tappa più dura e più temuta.
La lauta cena e sopratutto la "grappa alla genziana" ci stendono definitivamente: tutti a nanna (chi con gli scuri alle finestre chiusi, chi no...) riflettendo su quella che doveva essere la vita in miniera.
Giorno 3 - Sabato 27 luglio 2002
Km 46 - 1276 m. salita - 1726 m. discesa
Rifugio Monte Neve - Forcella Monte Neve - Lazzacher Alm - Ridanna - Mareit - Vipiteno - Kreut - Enzianhütte
Essendo questa la tappa sulla carta meno dura ci concediamo una partenza leggermente ritardata: preso felicemente atto della Nutella a colazione, meno del tempo ancora incerto, alle 9.15 iniziamo a risalire il sentiero che dal rifugio porta alla Forcella Monte Neve.
Si riesce a pedalare solo per un breve tratto, poi il sentiero s'impenna e siamo costretti a spingere per lunghi tratti lungo numerosi tornanti fino ai m. 2767 della Forcella, conquistata verso le 10.00: lo spazio in vetta é il contrario di "abbondante" ma é fantastico il panorama sulla Lazzacher Tal e la zona mineraria sul versante della Val Ridanna.
Fa ancora freddo ma il tempo sembra mettersi al meglio: il sentiero che scende a Poschhaus é molto tecnico, sassoso e ripido: chi ha più pelo sullo stomaco (in senso figurato, altrimenti il Presidente sbaraglia tutta la concorrenza ...) come Maurizio si gode il single track fino in fondo, gli altri solo a tratti.
Dopo un'ora abbondante raggiungiamo Poschhaus, dove termina il sentiero ed inizia la strada bianca che scende in Val Ridanna: sulla montagna fa impressione vedere i sistemi abbandonati usati per il trasporto su binario o via teleferica del materiale estratto fino in fondovalle, dove troviamo il vecchio villaggio minerario.
La strada asfaltata scende dolcemente lungo la Val Ridanna fino a Mareit, dove imbocchiamo uno sterrato/sentiero che costeggia il torrente e ci conduce fino a Vipiteno dove entriamo trionfalmente alle 14.20.
Non ci sono alternative: dobbiamo risalire fino in località Kreut, prima di Terme di Brennero, lungo la SS 12. Dopo la quiete dei luoghi che abbiamo attraversato nei primi giorni, il traffico della statale e l'incombente presenza dell'autostrada sopra di noi sono peggio di una pugnalata!
Alle 15.30 ci infiliamo finalmente nuovamente nel bosco lungo lo sterrato che sale a Malga Zirago e al Rifugio Genziana: siamo fuori dal turismo di massa, nei pressi del confine con l'Austria, come testimoniano le numerose e deserte strade militari visibilissime sull'altro versante della valle.
L'ultima pedalata della giornata alle 17.15 ed arriviamo al rifugio completamente a misura di biker: di escursionisti a piedi neanche l'ombra, tanti austriaci e tedeschi su due ruote (anche un mtb-tandem !) sulla rotta del TransAlp, che saranno nostri compagni di viaggio l'indomani.
Ci godiamo finalmente un paio di ore di sole sulla terrazza del rifugio, da cui abbiamo una vista stupenda sul Tribulaun. La cena é ottima, abbondante e decisamente non risente degli aumenti dovuti all'introduzione dell'euro ...
Unica nota stonata é il persistente blocco intestinale (e relative conseguenze!!!) che affligge il Presidente: fortunatamente piombiamo in un sonno ristoratore che ci evita di soffrire troppo.
Giorno 4 - Domenica 28 luglio 2002
Km 41 - 1513 m. salita - 2610 m. discesa
Enzianhütte - Schlüsseljoch - Fußendraß - Passo Fundres - Ob. Weitenbergalm - Vandoies
Il tempo é finalmente bellissimo, all'altezza della stagione: partiamo di buon ora, verso le 8.15, e subito abbiamo da sudare lungo il largo sentiero che sale ai m. 2209 di Passo della Chiave, impegnativo più per tecnica che per la pendenza.
In 45 minuti siamo in cima, da cui si gode un panorama splendido sull'alta Val d'Isarco e sulla sottostante Val di Vizze: proprio difronte a noi, dall'altra parte della valle, ci incute timore la vallata trasversale che dovremo risalire fino all'ultima fatica del TorTour 2002, il Passo Fundres.
La discesa fino a fondovalle é eccezionale, una vecchia strada militare sterrata tutta tornanti che mette a dura prova i nostri freni: si scende molto veloce ed alle 9.50 siamo giá all'attacco della sterrata che sale cattivissima attraverso il bosco.
Le fatiche dei giorni passati hanno lasciato un segno profondo e la salita, per un totale di m. 1200 di dislivello, sembra non finire mai e molti se la prendono comoda: intorno ai m. 2000 di altitudine il bosco lascia il posto a roccia e prati attraversati da un limpidissimo torrente che sgorga proprio sotto il passo. La sterrata diventa sentiero, ma ci sono le testimonianze che questa era una strada militare, bucherellato quá e lá da tane di marmotte di cui ogni tanto sentiamo il richiamo: di escursionisti a piedi neanche l'ombra !
Dopo un paio di ultimi tornanti arriviamo alle 14.00 finalmente al Passo Fundres, m. 2568: da una parte una magnifica vista sul Gran Pilastro, dall'altra Cima Gallina ed uno scorcio sulla Val di Vizze. Il cielo é limpidissimo, si sta divinamente ed alla spicciolata arrivano anche altri bikers.
I più nostalgici tra di noi non vorrebbero piú scendere da qui, ma sappiamo che ci aspetta quello che da molti é considerato il single track piú bello delle Alpi: le nostre aspettative non vanno deluse, provare per credere !!!
Siamo veramente in un angolo di paradiso e ne vogliamo approfittare fino in fondo: ci sdraiamo al sole in un prato a quota m. 2300, in riva alla sorgente del torrente che nasce sull'altro versante: poi riprendiamo a scendere, ora il sentiero é piú tecnico ma sempre spettacolare ed in breve siamo alla malga Obere Weitenbergalm.
Ci rifocilliamo con prodotti genuini (pane nero casalingo, speck, formaggio, yoghurt) tra maiali e galline che razzolano tra le nostre mtb: ma chi ha voglia di tornare a casa ?
L'ultima discesa sterrata della giornata e dell'intero TorTour 2002 é una splendida strada bianca veloce su cui lasciamo correre le nostre mtb; poi raggiungiamo l'asfalto in Val di Fundres e da qui a Vandoies é ancora solo discesa.
Il TorTour 2002 é finito: con un pó di nostalgia e di curiosità (cosa ci riserverà l'edizione 2003 ???) saliamo sul treno che ci riporta a Bolzano.
Alla prossima...
Max
giovedì 29 agosto 2002
giovedì 22 agosto 2002
domenica 18 agosto 2002
mercoledì 26 giugno 2002
TorTour 2002 : presentazione

Dalla natura incontaminata all'interno del Parco Naturale di Tessa, al ritorno al passato tra le miniere più alte d'Europa, fino ai sentieri di confine teatro della Grande Guerra ed al sigle track giù dal Passo Fundres: panorami mozzafiato ed emozioni assicurate.
L'unico motivo per lamentarsi sono i tratti a spinta nei pressi degli "scollinamenti" più elevati.
Si tratta sicuramente di un itinerario decisamente "rinfrescante" sopratutto in caso di maltempo: Passo Gelato e Rifugio Monte Neve sono nomi che rendono l'idea sopratutto tenendo conto dei passaggi a m. 2879 (Eisjöchl), m. 2687 (Forcella Monte Neve) e m. 2568 (Passo Fundres).
Si attraversano Val d'Adige, Val Venosta, Val Senales, Val di Fosse, Val di Plan, Val Passiria, Val di Lazzago, Val Ridanna, Val d'Isarco, Val di Vizze, Val di Fundres. 7100 metri di dislivello in salita e 200 Km da percorrere in 4 giorni.

Pernottamenti: Maso Gelato, Rifugio Monte Neve e Rifugio Genziana.
Giorno 1: prevede una salita in funivia al Monte San Vigilio sopra Lana, pensata per garantire almeno qualche brivido in discesa: per i contrari a tale "supporto meccanico" la possibilità di mettere altri 1150 m di dislivello sul totale delle salite di giornata o la più comoda alternativa lungo la Val Venosta.
Giorno 2: sicuramente la tappa più dura: una scalata mattutina ai 2908 m. di Passo Gelato, nel regno di Ötzi, ed una pomeridiana al Rifugio Monte Neve: non si soffre certo di caldo.
Giorno 3: frazione "leggera" per attraversare la Val d'Isarco, si arriva comunque a sfiorare il confine con l'Austria.
Giorno 4: tappa impegnativa con due passaggi sopra i 2200 m., il Passo della Chiave ed il Passo Fundres, ultima fatica prima della discesa finale su Vandoies.
lunedì 17 settembre 2001
TorTour 2001 : video
2 agosto 2001 | Giorno 1 | Alpe di Siusi - Rifugio Molignon - Saltria - Ortisei - Rifugio Malga Brogles - Malga Gampen - Rifugio Genova
3 agosto 2001 | Giorno 2 | Rifugio Genova - Passo Göma - Pederoa - Longega - San Vigilio di Marebbe - Rifugio Pederú - Rifugio Fanes
4 agosto 2001 | Giorno 3 | Rifugio Fanes - Passo Limo - Passo Cimabanche - Lago di Landro - Dobbiaco - Valdaora - Anterselva - Passo Stalle - Erlsbach (A)
5 agosto 2001 | Giorno 4 | Erlsbach (A) - Passo di Gola - Riva di Tures - Campo Tures - Molini - Gais - Brunico
sabato 1 settembre 2001
TorTour 2001 : info utili
Pernottamenti
Alternative
- Notte 1 : Malga Gampen
- Notte 2 : Rifugio Lavarella
- Notte 3 : St. Jakob in (A)
Rifugio Genova | Rifugio Fanes | Gasthof Alpenrose |
Alternative
- Notte 1 : Malga Gampen
- Notte 2 : Rifugio Lavarella
- Notte 3 : St. Jakob in (A)
mercoledì 29 agosto 2001
TorTour 2001 : diario
Giorno 1 - Giovedí 2 agosto 2001
Km 41
Alpe di Siusi - Rifugio Molignon - Saltria - Ortisei - Rifugio Malga Brogles - Malga Gampen - Rifugio Genova
L'aria frizzante dell'altopiano, nel Parco Naturale dello Sciliar, lontano dai caldi vapori della cittá, ci dá subito una bella carica d'entusiasmo: lo stoico Salvatore é giunto fin qui in mtb direttamente da Bolzano nel pomeriggio del giorno prima ..... (c'erano 36 gradi in centro !) mentre tutti gli altri hanno utilizzato la combinazione bus+forgone per le bici.
Alle 10.15 la sporca dozzina (in realtà siamo in 11, ma virtualmente siamo giá accompagnati anche da Fabrizio C.) inizia a scaldare le gambe: si sale lungo il segnavia nr. 7 fino all'albergo Punta d'Oro tra asfalto e sterrato, per giungere dopo alcuni saliscendi al Rifugio Molignon e al Gasthaus Tirler lungo una bellissima discesa molto scorrevole tra lo splendido paesaggio dell'Alpe: Sasso Piatto, Sasso Lungo, Denti di Terrarossa, .....
Pausa tecnico-meccanica a Saltria, dove Max registra i primi segnali di agonia del suo cerchio anteriore dolorante: la discesa fino a Ortisei (segnavia nr. 18, 8 sulle cartine) é bellissima e sterrata per il primo tratto, nel secondo (asfaltato) bisogna fare attenzione alle eventuali auto che salgono.
Birra+wurstel+sigarette, come da comandamenti dietetici internazionali, la fanno da padroni alla pausa pranzo in centro: sudiamo anche quelli nella ripida salita asfaltata che sale verso Rasciesa fino all'ex Café Martin. Da qui, senza tregua, seguiamo il tracciato della pista da slittino prima asfaltata poi decisamente sterrata (segnavia ...) che sale in media del 10% fino al bivio per il Rifugio Malga Brogles; ricompattato il gruppo di oltrepassa il ........ e giunge alla Forcella Valluzza da cui ammiriamo l'Alpe di Siusi, il Puez, le Odle e ... ancora molto lontano, la nostra prima meta il Rifugio Genova incastonato tra Odle e Sass de Putia.
In questo splendido ambiente registriamo il cedimento delle suole delle neo-acquistate scarpe di Thomas: si tenta di organizzare un cambio volante grazie ai cellulari e confidando nell'insperato arrivo di Fabrizio C. al rifugio (cause di forza maggiore sembrano escluderlo al 99,9%).
Per arrivare al Rifugio Malga Brogles dobbiamo affrontare (segnavia ...) una ripida discesa su mulattiera, una salita sterrata, un bellissimo sentiero panoramico in piano fino al Passo Brogles e la discesa tecnica che scende al rifugio.
Il sentiero Munkler Weg (segnavia ..) si snoda completamento all'interno del Parco Naturale Puez-Odle ci impegna oltre ogni aspettativa con centinaia di ripidi saliscendi in sigletrack tra sassi e radici: si spinge e si porta la bici spesso tra imprecazioni, sudore e ammirati sguardi alle cime delle Odle ai cui piedi si snoda il percorso.
La notizia che arrivando dopo le 18.30 perdiamo diritto al trattamento di mezza pensione (ci danno un minestrone giusto perché facciamo pena) getta il gruppo nello sconforto e non migliora la situazione: la fatica e i morsi della fame si fanno sentire.
Dopo 2 ore arriviamo a Malga Gampen: sono le ore 19.00 e mancano ca. 300 metri di dislivello fino al Rifugio Genova, che vediamo in alto sopra le nostre teste, raggiungibile da 3 diversi percorsi. Si scopre con notevole felicitá che é possibile pernottare e cenare anche qui: scattano i festeggiamenti e si mandano a quel paese i gestori del Rifugio Genova ..... ma siamo rimasti senza Mirco Z. che aiutato dai superpolpacci é giá sotto la doccia a mezz'ora di vantaggio e ci segnala che ci stanno aspettando per cena (ma prima scherzavano ?).
Il gruppo purtroppo si divide: metá resta qui, gli altri risalgono in sella ed aiutati dal miraggio di doccia e cibo caldi volano in 30 minuti sui tornantoni sterrati che portano al rifugio: arrivo ore 20.00.
Stanzona da 8 + doccia calda a gettone + pastasciuttona + bistecca + patate + insalata + mousse (lievemente indigesta) fanno da cornice al lieto fine della giornata .... Fabrizio C. arriva al rifugio verso le 21.00, dopo aver consegnato un nuovo paio di scarpe a Thomas e completando cosí la sporca dozzina.
Giorno 2 - Venerdí 3 agosto 2001
Km 60
Rifugio Genova - Passo Göma - Pederoa - Longega - San Vigilio di Marebbe - Rifugio Pederú - Rifugio Fanes
Il tempo é lo stesso del giorno prima: troppo caldo per essere sopra 2000 metri, ma si sta comunque decisamente bene.
Il gruppo si ricompatta verso le 8.45 con i reduci di Malga Gampen ed inauguriamo la tappa raggiungendo subito la Cima Coppi del nostro tour, appena sopra il rifugio a quota m. 2340: uno splendido single track in quota ci porta fin sotto il Sass de Putia e poi diventa bellissima sterrata che scende fino a Passo Göma e poi a Campill, nella Val di Longiarú (segnavia ...).
Seguiamo il percorso che sale su larga sterrata in mezzo al bosco fino a Sella Juel ai piedi del Puez e poi scende fino a Aiarei e Pederoa (segnavia ...).
Da qui inizia un lungo tratto di asfalto in discesa lungo la strada della Val Badia, dove sperimentiamo un trenino olimpico, fino a Longega, dove la strada ricomincia a salire fino a S. Vigilio di Marebbe: ci aspetta una pizza da divorare per assimilare carboidrati in vista dell'impegnativo pomeriggio che ci aspetta.
I 12 Km fino al Rifugio Pederú sono peró godibilissimi: strada asfaltata con pochissimo traffico, pendenza media del 2-3%, in mezzo alla Valle di Tamers e di Rudo, passiamo davanti al Lago dla Creda e tra le altissime pareti dei monti del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies risaliamo il corso del Rio S. Vigilio. Per i freeriders più imperterriti ci sono anche sterrate e sentieri che salgono sul lato destro.
Alcuni attimi di perplessità alla base della salita per il Fanes: si va a destra o a sinistra ?
Fortunatamente (si fa per dire..) saliamo a dx (segnavia nr. 7) e lasciamo ad altri la salita a sx verso il Rifugio Sennes. Fa molto caldo e la sterrata bianca e le rocce che la circondano rendono la salita dura ma spettacolare: superati i primi tornanti la strada spiana nei pressi del Lago Piciodel per poi tornare a salire fino alla nostra meta.
Dobbiamo nuovamente dividerci per la notte, ma questa volta era programmato: nel rifugio (ormai di livello medio-alto) c'è posto solo per 5 di noi; in 7 ci accomodiamo invece nella più spartana dependance del rifugio, al bivio per il Rifugio Lavarella, tra torrentello, laghetto, mucche, galline e coniglietti: il paesaggio è veramente fantastico !!!
La cena (pastasciutta+spezzatino+polenta+macedonia con gelato...) è allietata da buon vino e da un pianista americano accompagnato con una sorta di contrabbasso dal gestore dello stesso: spettacolo assicurato cui il presidente di Mondo Alpino dà il suo prezioso contributo ...
Giorno 3 - Sabato 4 agosto 2001
Km 100
Rifugio Fanes - Passo Limo - Passo Cimabanche - Lago di Landro - Dobbiaco - Valdaora - Anterselva - Passo Stalle - Erlsbach (A)
La sorpesa della mattina è la dormita all'addiaccio dell'uomo polpaccio (che rima ..): stanco del russare di uno dei 2 nostri compagni di dormita, prende cuscino e coperta e va a dormire su una panca del rifugio ... MITICO !!!
Al risveglio nella dependance possiamo ammirare una splendida famigliola di marmotte, decisamente più in forma di quella che aveva cenato con noi la sera precedente.
Colazione abbondante e partenza di buon ora per affrontare la supertappa di 100 Km finali: subito breve rampa in salita (segnavia nr. 10) per raggiungere il Passo di Limo e l'omonimo laghetto. Inizia ora una discesa spettacolare che da Malga Fanes Grande ci lancia lungo il Rio di Fanes, supera il Lago di Fanes e si inoltra nel Parco delle Dolomiti d'Ampezzo. Tratto veramente stupendo che ci consente anche uno sguardo alla cascata sotto la ferrata Cengia Matia.
Durante l'impegnativa discesa esala gli ultimi sospiri il cerchio anteriore della mtb di Max: allunghiamo il percorso di ca. 10 Km per poter raggiungere un centro noleggio bici sulla statale Alemagna ed effettuare il pit-stop risolutivo.
Ci infiliamo quindi nel tracciato della ex-ferrovia Cortina-Dobbiaco: fondo sterrato in splendide condizioni che sale dolcemente fino a Passo Cimabanche attraversando ponti e gallerie al cospetto del Cristallo. Dal passo il tracciato inizia a scendere verso Dobbiaco: al Lago di Landro diamo uno sguardo alle Tre Cime di Lavaredo, attraversiamo alcuni tratti ghiaiosi ed un tratto asfaltato per poi concludere la discesa su sterrato tiratissimo fino al Lago di Dobbiaco e di qui in centro.
In vista del chilometraggio finale e del maltempo in arrivo decidiamo di seguire la statale della Pusteria invece della pista sterrata che da Dobbiaco porta a Valdaora: dopo una pastasciutta rigenerante parte il trenino comandato dal presidente che in poco piú di 30" copre gli oltre 17 Km in leggera discesa che ci separano da Valdaora.
Inizia ora una lunghissima salita di 23 Km lungo la Valle di Anterselva all'interno del Parco Naturale delle Vedrette di Ries: purtroppo la parte sterrata é solo fino ad Anterselva di Sotto, poi l'asfalto ci segue fino al Lago di Anterselva con la complicitá di alcuni scrosci di pioggia.
Pausa ristoratrice presso il Centro Biathlon, sguardo ammirato agli ungulati in riva al lago (le condizioni meteo per un bagnetto non sono delle migliori ..) e poi si inizia a scalare il Passo Stalle, incuranti del semaforo, che dirige il traffico tra Italia e Austria causa la stretta sede stradale, dei controlli antidoping e degli scherzi della pioggia.
Alle 18.00 siamo in vetta, sospesi tra Italia e Austria, con vista su Collalto, Croda Rossa, Lago di Anterselva e Lago Obersee, stanchi ma appagatissimi nonostante il brutto tempo. Una telefonatina per preannunciare il nostro arrivo al Gasthof Alpenrose e infine una super discesa fino ad Erlsbach, fieri di aver portato a termine il tappone.
Camere, cena e colazione sono semplicemente fantastiche: la pensione é nelle nostre mani.
Ci abbuffiamo a piú non posso e ci addormentiamo nella speranza del beltempo all'indomani.
Domenica 5 agosto 2001
Km 51
Erlsbach (A) - Passo di Gola - Riva di Tures - Campo Tures - Molini - Gais - Brunico
Speranza vana. Il tempo fa veramente schifo: piove e fa decisamente freddino (11-13 gradi) quando incominciamo a pedalare sotto l'acqua. Ci attendono 16 Km di salita per arrivare ai 2298 m. di Passo di Gola: la valle é veramente stupenda, tra cascate, ruscelletti, cime innevate a tratti ghiacciate, tante mucche e pochissimi uomini.
Il fondo é asfaltato solo per i primi km: poi diventa sterrato, sempre pedalabilissimo, la pioggia si dimentica di noi e possiamo goderci il fantastico panorama tra le poche malghe dell'alta Defereggental, in mezzo al Parco Naturale degli Alti Tauri e al cospetto del Collalto.
Al passo ci ripariamo dall'aria fredda dietro l'ex casetta di controllo di confine, poi aggrediamo la discesa sterrata fino a Riva di Tures lungo al Val de Dossi. Un ultimo sguardo alle Vedrette di Ries, con il Rifugio Roma sotto il Collalto, e poi inizia l´asfalto che scende veloce lungo la Val di Riva fino a Campo Tures passando sopra le cascate del torrente gonfio di pioggia
A Campo Tures, al crocevia di tre valli (Val Selva dei Molini, Valle Aurina e Val di Riva), consumiamo l'ultimo pasto in comune: Salvatore e Alessandro pernotteranno a Brunico e quindi decidono di fermarsi qui per fare una visita al castello.
Gli altri ripartono a stomaco pieno con il solito trenino che sfreccia lungo la Val di Tures per Molini di Tures, Villa Ottone e Gais prima di giungere al capolinea, Brunico.
L'ultima sorpresa é targata Salvatore e Alessandro: dopo la visita lampo al castello decidono di venirci a salutare in stazione, in tempo prima che parta il treno delle 16.14 per Fortezza.
Del viaggio in treno ricorderemo la soddisfazione per l'impresa compiuta, la malinconia per dovere tornare al lavoro e ..... le pestilenziali esalazioni del presidente !!
Alla prossima...
Max
Km 41
Alpe di Siusi - Rifugio Molignon - Saltria - Ortisei - Rifugio Malga Brogles - Malga Gampen - Rifugio Genova
L'aria frizzante dell'altopiano, nel Parco Naturale dello Sciliar, lontano dai caldi vapori della cittá, ci dá subito una bella carica d'entusiasmo: lo stoico Salvatore é giunto fin qui in mtb direttamente da Bolzano nel pomeriggio del giorno prima ..... (c'erano 36 gradi in centro !) mentre tutti gli altri hanno utilizzato la combinazione bus+forgone per le bici.
Alle 10.15 la sporca dozzina (in realtà siamo in 11, ma virtualmente siamo giá accompagnati anche da Fabrizio C.) inizia a scaldare le gambe: si sale lungo il segnavia nr. 7 fino all'albergo Punta d'Oro tra asfalto e sterrato, per giungere dopo alcuni saliscendi al Rifugio Molignon e al Gasthaus Tirler lungo una bellissima discesa molto scorrevole tra lo splendido paesaggio dell'Alpe: Sasso Piatto, Sasso Lungo, Denti di Terrarossa, .....
Pausa tecnico-meccanica a Saltria, dove Max registra i primi segnali di agonia del suo cerchio anteriore dolorante: la discesa fino a Ortisei (segnavia nr. 18, 8 sulle cartine) é bellissima e sterrata per il primo tratto, nel secondo (asfaltato) bisogna fare attenzione alle eventuali auto che salgono.
Birra+wurstel+sigarette, come da comandamenti dietetici internazionali, la fanno da padroni alla pausa pranzo in centro: sudiamo anche quelli nella ripida salita asfaltata che sale verso Rasciesa fino all'ex Café Martin. Da qui, senza tregua, seguiamo il tracciato della pista da slittino prima asfaltata poi decisamente sterrata (segnavia ...) che sale in media del 10% fino al bivio per il Rifugio Malga Brogles; ricompattato il gruppo di oltrepassa il ........ e giunge alla Forcella Valluzza da cui ammiriamo l'Alpe di Siusi, il Puez, le Odle e ... ancora molto lontano, la nostra prima meta il Rifugio Genova incastonato tra Odle e Sass de Putia.
In questo splendido ambiente registriamo il cedimento delle suole delle neo-acquistate scarpe di Thomas: si tenta di organizzare un cambio volante grazie ai cellulari e confidando nell'insperato arrivo di Fabrizio C. al rifugio (cause di forza maggiore sembrano escluderlo al 99,9%).
Per arrivare al Rifugio Malga Brogles dobbiamo affrontare (segnavia ...) una ripida discesa su mulattiera, una salita sterrata, un bellissimo sentiero panoramico in piano fino al Passo Brogles e la discesa tecnica che scende al rifugio.
Il sentiero Munkler Weg (segnavia ..) si snoda completamento all'interno del Parco Naturale Puez-Odle ci impegna oltre ogni aspettativa con centinaia di ripidi saliscendi in sigletrack tra sassi e radici: si spinge e si porta la bici spesso tra imprecazioni, sudore e ammirati sguardi alle cime delle Odle ai cui piedi si snoda il percorso.
La notizia che arrivando dopo le 18.30 perdiamo diritto al trattamento di mezza pensione (ci danno un minestrone giusto perché facciamo pena) getta il gruppo nello sconforto e non migliora la situazione: la fatica e i morsi della fame si fanno sentire.
Dopo 2 ore arriviamo a Malga Gampen: sono le ore 19.00 e mancano ca. 300 metri di dislivello fino al Rifugio Genova, che vediamo in alto sopra le nostre teste, raggiungibile da 3 diversi percorsi. Si scopre con notevole felicitá che é possibile pernottare e cenare anche qui: scattano i festeggiamenti e si mandano a quel paese i gestori del Rifugio Genova ..... ma siamo rimasti senza Mirco Z. che aiutato dai superpolpacci é giá sotto la doccia a mezz'ora di vantaggio e ci segnala che ci stanno aspettando per cena (ma prima scherzavano ?).
Il gruppo purtroppo si divide: metá resta qui, gli altri risalgono in sella ed aiutati dal miraggio di doccia e cibo caldi volano in 30 minuti sui tornantoni sterrati che portano al rifugio: arrivo ore 20.00.
Stanzona da 8 + doccia calda a gettone + pastasciuttona + bistecca + patate + insalata + mousse (lievemente indigesta) fanno da cornice al lieto fine della giornata .... Fabrizio C. arriva al rifugio verso le 21.00, dopo aver consegnato un nuovo paio di scarpe a Thomas e completando cosí la sporca dozzina.
Giorno 2 - Venerdí 3 agosto 2001
Km 60
Rifugio Genova - Passo Göma - Pederoa - Longega - San Vigilio di Marebbe - Rifugio Pederú - Rifugio Fanes
Il tempo é lo stesso del giorno prima: troppo caldo per essere sopra 2000 metri, ma si sta comunque decisamente bene.
Il gruppo si ricompatta verso le 8.45 con i reduci di Malga Gampen ed inauguriamo la tappa raggiungendo subito la Cima Coppi del nostro tour, appena sopra il rifugio a quota m. 2340: uno splendido single track in quota ci porta fin sotto il Sass de Putia e poi diventa bellissima sterrata che scende fino a Passo Göma e poi a Campill, nella Val di Longiarú (segnavia ...).
Seguiamo il percorso che sale su larga sterrata in mezzo al bosco fino a Sella Juel ai piedi del Puez e poi scende fino a Aiarei e Pederoa (segnavia ...).
Da qui inizia un lungo tratto di asfalto in discesa lungo la strada della Val Badia, dove sperimentiamo un trenino olimpico, fino a Longega, dove la strada ricomincia a salire fino a S. Vigilio di Marebbe: ci aspetta una pizza da divorare per assimilare carboidrati in vista dell'impegnativo pomeriggio che ci aspetta.
I 12 Km fino al Rifugio Pederú sono peró godibilissimi: strada asfaltata con pochissimo traffico, pendenza media del 2-3%, in mezzo alla Valle di Tamers e di Rudo, passiamo davanti al Lago dla Creda e tra le altissime pareti dei monti del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies risaliamo il corso del Rio S. Vigilio. Per i freeriders più imperterriti ci sono anche sterrate e sentieri che salgono sul lato destro.
Alcuni attimi di perplessità alla base della salita per il Fanes: si va a destra o a sinistra ?
Fortunatamente (si fa per dire..) saliamo a dx (segnavia nr. 7) e lasciamo ad altri la salita a sx verso il Rifugio Sennes. Fa molto caldo e la sterrata bianca e le rocce che la circondano rendono la salita dura ma spettacolare: superati i primi tornanti la strada spiana nei pressi del Lago Piciodel per poi tornare a salire fino alla nostra meta.
Dobbiamo nuovamente dividerci per la notte, ma questa volta era programmato: nel rifugio (ormai di livello medio-alto) c'è posto solo per 5 di noi; in 7 ci accomodiamo invece nella più spartana dependance del rifugio, al bivio per il Rifugio Lavarella, tra torrentello, laghetto, mucche, galline e coniglietti: il paesaggio è veramente fantastico !!!
La cena (pastasciutta+spezzatino+polenta+macedonia con gelato...) è allietata da buon vino e da un pianista americano accompagnato con una sorta di contrabbasso dal gestore dello stesso: spettacolo assicurato cui il presidente di Mondo Alpino dà il suo prezioso contributo ...
Giorno 3 - Sabato 4 agosto 2001
Km 100
Rifugio Fanes - Passo Limo - Passo Cimabanche - Lago di Landro - Dobbiaco - Valdaora - Anterselva - Passo Stalle - Erlsbach (A)
La sorpesa della mattina è la dormita all'addiaccio dell'uomo polpaccio (che rima ..): stanco del russare di uno dei 2 nostri compagni di dormita, prende cuscino e coperta e va a dormire su una panca del rifugio ... MITICO !!!
Al risveglio nella dependance possiamo ammirare una splendida famigliola di marmotte, decisamente più in forma di quella che aveva cenato con noi la sera precedente.
Colazione abbondante e partenza di buon ora per affrontare la supertappa di 100 Km finali: subito breve rampa in salita (segnavia nr. 10) per raggiungere il Passo di Limo e l'omonimo laghetto. Inizia ora una discesa spettacolare che da Malga Fanes Grande ci lancia lungo il Rio di Fanes, supera il Lago di Fanes e si inoltra nel Parco delle Dolomiti d'Ampezzo. Tratto veramente stupendo che ci consente anche uno sguardo alla cascata sotto la ferrata Cengia Matia.
Durante l'impegnativa discesa esala gli ultimi sospiri il cerchio anteriore della mtb di Max: allunghiamo il percorso di ca. 10 Km per poter raggiungere un centro noleggio bici sulla statale Alemagna ed effettuare il pit-stop risolutivo.
Ci infiliamo quindi nel tracciato della ex-ferrovia Cortina-Dobbiaco: fondo sterrato in splendide condizioni che sale dolcemente fino a Passo Cimabanche attraversando ponti e gallerie al cospetto del Cristallo. Dal passo il tracciato inizia a scendere verso Dobbiaco: al Lago di Landro diamo uno sguardo alle Tre Cime di Lavaredo, attraversiamo alcuni tratti ghiaiosi ed un tratto asfaltato per poi concludere la discesa su sterrato tiratissimo fino al Lago di Dobbiaco e di qui in centro.
In vista del chilometraggio finale e del maltempo in arrivo decidiamo di seguire la statale della Pusteria invece della pista sterrata che da Dobbiaco porta a Valdaora: dopo una pastasciutta rigenerante parte il trenino comandato dal presidente che in poco piú di 30" copre gli oltre 17 Km in leggera discesa che ci separano da Valdaora.
Inizia ora una lunghissima salita di 23 Km lungo la Valle di Anterselva all'interno del Parco Naturale delle Vedrette di Ries: purtroppo la parte sterrata é solo fino ad Anterselva di Sotto, poi l'asfalto ci segue fino al Lago di Anterselva con la complicitá di alcuni scrosci di pioggia.
Pausa ristoratrice presso il Centro Biathlon, sguardo ammirato agli ungulati in riva al lago (le condizioni meteo per un bagnetto non sono delle migliori ..) e poi si inizia a scalare il Passo Stalle, incuranti del semaforo, che dirige il traffico tra Italia e Austria causa la stretta sede stradale, dei controlli antidoping e degli scherzi della pioggia.
Alle 18.00 siamo in vetta, sospesi tra Italia e Austria, con vista su Collalto, Croda Rossa, Lago di Anterselva e Lago Obersee, stanchi ma appagatissimi nonostante il brutto tempo. Una telefonatina per preannunciare il nostro arrivo al Gasthof Alpenrose e infine una super discesa fino ad Erlsbach, fieri di aver portato a termine il tappone.
Camere, cena e colazione sono semplicemente fantastiche: la pensione é nelle nostre mani.
Ci abbuffiamo a piú non posso e ci addormentiamo nella speranza del beltempo all'indomani.
Domenica 5 agosto 2001
Km 51
Erlsbach (A) - Passo di Gola - Riva di Tures - Campo Tures - Molini - Gais - Brunico
Speranza vana. Il tempo fa veramente schifo: piove e fa decisamente freddino (11-13 gradi) quando incominciamo a pedalare sotto l'acqua. Ci attendono 16 Km di salita per arrivare ai 2298 m. di Passo di Gola: la valle é veramente stupenda, tra cascate, ruscelletti, cime innevate a tratti ghiacciate, tante mucche e pochissimi uomini.
Il fondo é asfaltato solo per i primi km: poi diventa sterrato, sempre pedalabilissimo, la pioggia si dimentica di noi e possiamo goderci il fantastico panorama tra le poche malghe dell'alta Defereggental, in mezzo al Parco Naturale degli Alti Tauri e al cospetto del Collalto.
Al passo ci ripariamo dall'aria fredda dietro l'ex casetta di controllo di confine, poi aggrediamo la discesa sterrata fino a Riva di Tures lungo al Val de Dossi. Un ultimo sguardo alle Vedrette di Ries, con il Rifugio Roma sotto il Collalto, e poi inizia l´asfalto che scende veloce lungo la Val di Riva fino a Campo Tures passando sopra le cascate del torrente gonfio di pioggia
A Campo Tures, al crocevia di tre valli (Val Selva dei Molini, Valle Aurina e Val di Riva), consumiamo l'ultimo pasto in comune: Salvatore e Alessandro pernotteranno a Brunico e quindi decidono di fermarsi qui per fare una visita al castello.
Gli altri ripartono a stomaco pieno con il solito trenino che sfreccia lungo la Val di Tures per Molini di Tures, Villa Ottone e Gais prima di giungere al capolinea, Brunico.
L'ultima sorpresa é targata Salvatore e Alessandro: dopo la visita lampo al castello decidono di venirci a salutare in stazione, in tempo prima che parta il treno delle 16.14 per Fortezza.
Del viaggio in treno ricorderemo la soddisfazione per l'impresa compiuta, la malinconia per dovere tornare al lavoro e ..... le pestilenziali esalazioni del presidente !!
Alla prossima...
Max
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